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Break in Jazz, la rassegna organizzata dall’Associazione culturale Musica Oggi di Milano con gli studenti e docenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica “C.Abbado” come protagonisti è giunta alla sua XX edizione. Ne abbiamo parlato con il direttore Enrico Intra.

IJ: Dall’anno della fondazione nel 1986 l’associazione è cresciuta molto e quest’anno la rassegna celebra un traguardo importante. Qual è il primo pensiero che le viene in mente ripensando a tutti questi anni che l’hanno vista impegnato alla conduzione del progetto?

EI: Non pensavamo di raggiungere un traguardo così in alto ed è per noi un motivo di grande orgoglio. Un anniversario che consolida il ruolo divulgativo e formativo della manifestazione, che interessa un vasto ed eterogeneo pubblico e propone un ampio spaccato degli stili storici e delle prassi contemporanee del jazz. Un risultato raggiunto grazie al lavoro didattico e formativo dei Civici Corsi di Jazz. Inoltre, siamo stati fortunati perchè abbiamo ricevuto riscontri positivi da parte delle istituzioni e dell’amministrazione comunale di Milano. Break in Jazz coinvolge quasi centocinquanta studenti che portano in una delle piazza più belle d’Italia, Piazza Mercanti, il loro lavoro; studenti che, da quando abbiamo ricevuto il riconosciuto a livello ministeriale come istituto paritario ai Conservatori, possono godere dell'assegnazione dei crediti formativi. Infine, l'originalità del suo orario e l'ingresso libero consentono a lavoratori, studenti e anziani di partecipare a un evento musicale di livello europeo.

IJ: Quali sono i nuovi progetti che con l'associazione desiderate proporre per il futuro? 

EI: Desideriamo portare a Milano un festival di jazz puramente italiano. Di solito i locali pubblici di Milano propongono musica straniera, noi non abbiamo nulla in contrario ma serve un equilibrio. Per questo proporremo a dicembre, presso il Piccolo Teatro Strehler una tre giorni con venti tra i più grandi musicisti italiani. La manifestazione si chiamerà Italian Jazz Graffiti Festival e si animerà nei giorni dal 5 al 7 dicembre 2016 in concomitanza con la festa patronale di Sant'Ambrogio. Abbiamo poi tanti altri porgetti in cantiera che, per scaramanzia, ancora non riveliamo.

IJ: Secondo lei l’approccio del pubblico nel confronti del jazz, negli ultimi anni, è cambiato?

EI: Direi di sì. C’è un grande interesse da parte del pubblico, ma purtoppo poca informazione su questa 'lingua'. Il jazz è nato negli Stati Uniti ma si è sviluppato in tutto il mondo perché è onnivoro, ingloba ciò che sta intorno e da sempre è l’insieme di diverse culture. Per questo è una musica contemporanea che si rinnova sempre e non muore mai.  

L’appuntamento con Break in jazz è quindi dal 2 maggio al 2 giugno in Piazza Mercanti a Milano, dalle ore 13 alle 14, ogni lunedì, mercoledì e venerdì.

Per maggiori informazioni www.associazionemusicaoggi.it e per consultare il programma completo clicca qui!